La paura fa 103

 

Giorno 1
Tappa: Milano-Rivergaro
Km percorsi: 103.01
Tempo di pedalata: 5:48 h.
Velocità massima: 37.8
Velocità media: 20.2

La paura del viaggio è sparita in via ripamonti, a 5 km da casa. Semplicemente se n’è andata, così. È rimasta indietro, si vede che non ha retto il ritmo delle pedalate! Invece ha  cominciato a subentrare la gioia, che si è fatta largo durante il resto della giornata.

Per tutta la mattina ho la sensazione di essere in ritardo: del resto sono partito alle 10; un po’ tardi se si vogliono fare molti kilometri. Ma cerco di non pensarci e semplicemente alterno un pedale dopo l’altro. Imbocco la statale 412, attraverso paesi di 7 case e una mucca, rogge, risaie, chiuse e abbazie. Sono in viaggio! Sono in viaggio!! Chissà dove arriverò stasera? Bobbio? Bobbio. La sensazione del ritardo scompare è quando attraverso il Po. Confine naturale fra l’emilia e la Lombardia. Sono le 13:30 e i primi accenni di crampi mi costringono a rivedere i miei piani: forse non arriverò fino a Bobbio, forse è il caso di fare una pausa e mangiare.
La sosta a Castel San Giovanni dura quasi 3 ore. Trovo un parco, mangio, mi riposo, leggo appoggiato ad un albero. Poi, mi rimetto in marcia con l’obiettivo di arrivare a Piozzano, dove so esserci in campeggio.
Fra San Giovanni e Borgonovo trovo una comodissima pista ciclabile che percorro senza esitazioni. Non sono fresco come al mattino, ma la stanchezza (e i crampi) sono alle spalle. A Borgonovo mi avvicina un tipo mentre sto scattando delle foto: “documenti il viaggio? Da dove vieni? Fin dove arrivi?” – mi chiede. È il proprietario del bar della piazza, nonché amante delle due ruote. Dice che anche lui ha pensato tante volte ad andare a Roma in bici, ma non si è (ancora) deciso. Cmq mi consiglia la strada: dice che quella scelta dal navigatore (cioé l’arrivo a Piozzano) è la più breve, si, ma la meno praticabile perché bisogna fare dello sterrato e sulla strada sono presenti frane. Meglio puntare verso Piacenza, arrivare fino a Rivergaro (all’inizio della Val Trebbia) e da lì proseguire per Bobbio. Seguo il suo consiglio. I nuovi kilometri non sono pochi, ma scorrono piacevoli e senza interruzioni. Sono stanco, lo sento, ma sembra che le gambe vadano da sole. Piano piano, però, si fa strada in me una consapevolezza: non arriverò fino a Bobbio, è troppo tardi ormai, mi fermerò a Rivergaro. Tanto anche lì c’è un campeggio. Peccato che quando arrivo scopro, non senza una punta di delusione e rabbia che sia chiuso! Per fortuna in paese c’è in albergo: ne approfitterò per dormire comodamente.

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